Ritornano “I Navigati” la famiglia che ci aiuta a riconoscere e proteggersi dalle minacce informatiche.
Dopo la sentenza con cui la Corte di Appello di Perugia ha accolto il ricorso dell’associazione Codici contro l’inammissibilità dell’azione di classe dichiarata dal Tribunale di Perugia, si apre una nuova fase per il caso relativo all’improvvisa chiusura de “Le Piscine dello Stadio” di Terni ed alla conseguente iniziativa legale avviata per il rimborso degli abbonamenti.
All’esito di una complessa investigazione coordinata dalla Procura Distrettuale di Catania, la Polizia di Stato, ha messo in esecuzione un’ordinanza cautelare emessa dal GIP del Tribunale del Capoluogo etneo nei confronti di otto persone, alcune delle quali residenti all’estero, indagate per i reati di associazione a delinquere finalizzata alla diffusione illecita di palinsesti televisivi ad accesso condizionato (pay-tv), accesso abusivo a Sistema informatico e frode informatica.
L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni esprime apprezzamento per la pubblicazione dei dati dell’indagine Audiradio sulla rilevazione ufficiale dell’ascolto delle emittenti radiofoniche pubbliche e private, nazionali e locali, relative al primo semestre 2025.
La Corte di Appello di Perugia ha accolto il reclamo presentato da Codici contro la dichiarata inammissibilità dell’azione di classe sulle Piscine dello Stadio di Terni.
Un passo importante verso una protezione più efficace dei consumatori.
C’era anche l’associazione Codici, con la delegazione pugliese, al Secondo Forum della Rete Regionale della Facilitazione Digitale.
Primi risultati delle misure anti-spoofing introdotte dal 19 agosto grazie al Regolamento Agcom: il blocco delle chiamate telefoniche provenienti dall’estero con CLI di rete fissa, sulla base dei report parziali finora trasmessi dagli operatori coinvolti, relativi ad un periodo di tempo in alcuni casi molto limitato, ha comportato il filtraggio di circa 43 milioni di chiamate: 1,3 milioni di chiamate di spoofingal giorno. Una cifra considerevole che rappresenta, in tutto il periodo, il 5,74% del totale delle chiamate ricevute dagli italiani. In un primo periodo il tasso di spoofing ha toccato anche soglie del 60%.









